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Lettere dall'Oriente e oltre: dialoghi dell'altro mondo (pt. 6)

Bangkok, 29.02.2025

Caro Ivan

Mi rendo conto che questa è un'esperienza veramente speciale per me: dall'altra parte del mondo, estate, natura bellissima, lontano dai casini italiani, percepirmi ancora funzionante e brillante professionalmente, massima percezione dell'impermanenza e dell'attimo fuggente!! Sensazione forte che questa esperienza è un po' iniziatica e parte del mio percorso di individuazione!!

Qui in NZ, ogni tanto, ho momenti di grande ispirazione e intuizione (molto più che a Parma!). A volte ho così tante intuizioni che devo segnarmele sul mio diario per non perderle… Alcune sono un po' simili o comunque correlate. Mi piace molto scriverle e rivederle nel tempo anche per cercare di capire cosa c'è dietro…, da dove vengono e chi è il Regista di tutto ciò.

Lo so che essendo, junghianamente, un Intuitivo Introverso, tutto questo mi viene facile…

So anche del rischio di diventare troppo unilaterale, a scapito di Sensazione e altro…
La cosa che ti vorrei portare è che questa produzione creativa e prolifica di immagini, pensieri, intuizioni etc. sembra attingere ad un serbatoio interiore diverso dalla memoria esplicita, che aimè con l'età si attenua…
Possiamo parlare di memoria implicita o altro?

So che è un terreno che ti appassiona!


Un abbraccio

Davide 

Ivan Paterlini

Caro Davide,

mentre pensavo a te e alla tua esperienza neozelandese, mi sono ritrovato a riflettere su quanto abbiamo chiacchierato riguardo all'intuizione e a tutto quel mondo misterioso che ci portiamo dentro.

Sai, pensando a Jung e ai suoi "Tipi Psicologici" (1921), mi è venuto in mente quanto sia affascinante il legame con quello che oggi chiamiamo memoria implicita. È come se fossero cugini stretti che non si sono mai incontrati, ma che hanno tantissimo in comune!

Spesso abbiamo discusso di come l'intuizione sia quel suggeritore silenzioso e improvviso che ci passa informazioni senza dirci da dove arrivano - tipo ricevere un regalo già impacchettato senza vedere chi l'ha comprato! È quella percezione istintiva che ti fa capire e vedere le cose volando tra lo spazio e il tempo.

La Nuova Zelanda sembra essere una specie di amplificatore personale per questa tua funzione privilegiata! Mi chiedo spesso quali ricordi si accendano dentro di te quando sei lì, quali esperienze sepolte tornino a galla senza nemmeno che tu te ne accorga.

Pensa a tutti quei bacini di esperienze che abbiamo dentro, come archivi immensi pieni di pattern e sensazioni mai verbalizzate. L'intuizione è come quel bibliotecario magico che sa esattamente dove cercare tra quegli scaffali infiniti per trovarti esattamente ciò che ti serve nel momento giusto, a patto d'essere nel posto giusto.

Questa esperienza neozelandese è come se avesse trovato una chiave per aprire porte che erano già dentro di te, non credi? Come se stesse parlando a qualcosa di profondamente tuo che era già lì, in attesa.

Le tue "intuizioni sensoriali" non rischiano di dimenticarsi la parte corporea delle esperienze, come temi possa accadere, perché sanno unire frammenti sparsi della tua vita in un mosaico che improvvisamente prende forma e senso. Forse ci vuole un po' di impegno nel renderle condivisibili agli altri…

Da un punto di vista più "junghiano" la Nuova Zelanda potrebbe essere il tuo territorio archetipico, quel luogo che sa attivare qualcosa di innato in te. È come se fosse la tua casa dell'anima, Davide! Quel posto che, senza sapere perché, semplicemente... senti tuo. La NZ non è vicinissima, ma i viaggi individuativi sono lunghissimi…

Alla prossima occasione riprenderemo da qui…magari in Italia. È stata una bella e inaspettata occasione dall'altra parte del mondo. Grazie...


Un abbraccio

Ivan

Ivan Paterlini

Caro Ivan,

Ti invio un breve video a ricordo della ri-partenza dalla Nuova Zelanda, il saluto di commiato con i Maori...
...un momento toccante di questa mia esperienza vissuta.


Un abbraccio

Davide


Lettere dall'Oriente e oltre: dialoghi dell'altro ...

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